Anni fa cercavo un disco che non trovavo da nessuna parte, in realtà non l’ho mai ordinato perchè i dischi mi piace andare e trovarli, quando si poteva era anche molto bello prenderne alcuni solo perchè la copertina mi ispirava e poi magari a casa scoprire un grande disco. Cercavo questo disco da tanto, album solista di un sovversivo americano, solista  ma non solitario, con dentro tutta l’america che non si immagina. Un album bellissimo,  divertito e divertente, che ho cercato dovunque e poi dimenticato di cercare, scaricato ai tempi di napster per disperazione, ma un disco è un’altra cosa (la verità è che stiamo già rimpiangendo i cd).
Oggi l’ho trovato, per caso. E soprattutto in un posto assai improbabile, buttato via chissà da chi e chissà perché, tra la spazzatura, mentre pensavo a tutt’altro.  Il che potrebbe farci arrivare a discorsi su montagne e maometti, e inevitabilmente arrenderci alla caducità dell’occidente.

Ho avuto una brutta sensazione che spero sbagliatissima poco fa guardando "Punto e a capo", l’approfondimento politico del tg2 (condotto da Daniela Vergara e un anonimo saccente su cui mi devo documentare ma non so se lo farò). C’era cicchitto di forzaitalia (individuo che non vale lo sforzo di un aggettivo), che indicava la lotta al terrorismo come priorità del governo. Ora purtroppo quando qualcuno parla di terrorismo riferendosi a tutto quanto successo dall’11 settembre in poi, mi viene la leptospirosi. Ma soprattutto non posso fare a meno di pensare che noi la nostra bombetta "islamica" non l’abbiamo ancora avuta, e che forse i morti non calcolati in iraq sono la moneta con cui finora abbiamo comprato questa esenzione. Però sentire parlare di necessità di lotta al terrorismo quando proprio non ce n’era bisogno ha sollevato il pensiero infausto, e non ce la faccio a non pensare a qualche figlio di puttana, pagato dal paese, che si frega le mani pensando a dove piazzare la bomba. 

Strana epoca in cui a volte piccole cose fanno più notizia di cose ben più grandi e a volte no. Fa notizia la poca gente che prega per il papa. Non fa notizia l’enormità di gente che al titolo del giornale  "il papa ha la febbre"  risponde "e sticazzi".
V’è inoltre una sparuta minoranza, non inferirore ai mastelliani, che aggiunge "stavolta me sa che stira". Ipotesi accreditabile quanto la pronta guarigione, ma a quanto pare non degna neanche di occhiello. E dal dubbio sulla sorte del papa nasce un’unica certezza: con questa storia ci romperanno i coglioni per almeno dieci giorni e di certo prima del pontefice periranno le nostre povere palle.