Piazza Zuccotti e piazza Cappucci
17th ottobre 2011, (0 Comments)
G
uardo la protesta del mondo, che insieme d’istinto e ragionando chiede nei modi piú contemporanei un modello di società che, dall’America all’Australia assomiglia curiosamente a qualcosa che ipotizzava Marx. Piazza Zuccotti a New York é una esposizione universale di idee, di incastri di idee, di cammini possibili di idee che vengono da lontano, dall’irresistibile pensiero di condividere il mondo, la bellezza e forse anche il dolore, come si condivide un pensiero su un social network. Uno stupore del presente che fa un po’ di luce sul futuro.
Guardo la protesta di Roma, e vedo un pozzo nero, avvelenato da un passato di sangue pesto, odio, rancore irrisolto, malanimo infinito. Succede adesso, ma é successo talmente tante volte, nello stesso modo, che sembra un momento fermo nel tempo. Piazza Cappucci a Roma una volta si chiamava San Giovanni. Erano poche persone con il volto coperto, ma non hanno solo distrutto una piazza e ucciso una manifestazione popolare di grandissimo respiro. Hanno calato un velo nero su un sogno civile, lasciando vedere solo le sagome di autorità non messe in condizione di proteggere i cittadini mentre questi manifestano la loro esistenza in questo momento storico che ricorderemo fondamentale e bellissimo.
Tra piazza Zuccotti e piazza Cappucci la distanza non é solo geografica. C’é un divario storico che appare incolmabile, nell’impotenza di procedere per chi chiede un altro mondo e un altro tempo, qui dove il mondo si deve vedere solo da lontano e il tempo non deve passare.
Continue Reading




Quello che i vari gestori del potere non stanno capendo o meglio non vogliono capire, è che questo è un altro paese rispetto a quello che era solo qualche anno fa. Come era un altro paese quello che ha esiliato Craxi e quello che ha fatto salire berlusconi nel 1994. Era già un altro paese, quello che ancora prima ha buttato il sangue nelle fabbriche e negli scontri di sangue. Altri paesi nati dalle spinte sociali interne ed esterne che nel decennio, nel quindicennio e nel ventennio precedente vevano fecondato e modificato le terre che li ospitavano. La Storia si fa lo stesso, anche mentre le generazioni del passato guardano il futuro con gli occhi del presente. E mentre qualcuno pensava di capire il Paese che aveva sotto il sedere, in realtà faceva i conti con la sua personale idea e non con la realtà. E la realtà era un altro paese che stava crescendo sopra quello degli anni precedenti.