Dimissione impossibile

09th novembre 2011, (0 Comments)

Silvione si è dimesso ma come tutto il resto è una finta.  Le dimissioni che dovrebbero essere una fine, sono l’ennesimo mezzo, per arrivare a un fine. Che è sempre lo stesso di Silvione, miserioso e limpido. E stavolta ha preparato davvero un colpo di teatro da ovazione totale, in cui vince tutto o muore coperto di gloria. Paganamente è l’idolo distrutto, cattolicamente il Cristo lapidato e crocefisso. Entrambe le varianti, per la sempiterna memoria di tutti.

Proprio l’opposto di quello che veicola questa canzoncina, che invece vedono un Silvione per una volta spiedinato anziché spiedinatore, come se fosse davvero successo un controBunga, atto impossibile in natura. Grazie per l’ascolto!

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Piazza Zuccotti e piazza Cappucci

17th ottobre 2011, (0 Comments)

G20111017-022740.jpguardo la protesta del mondo, che insieme d’istinto e ragionando chiede nei modi piú contemporanei un modello di società che, dall’America all’Australia assomiglia curiosamente a qualcosa che ipotizzava Marx. Piazza Zuccotti a New York é una esposizione universale di idee, di incastri di idee, di cammini possibili di idee che vengono da lontano, dall’irresistibile pensiero di condividere il mondo, la bellezza e forse anche il dolore, come si condivide un pensiero su un social network. Uno stupore del presente che fa un po’ di luce sul futuro.

Guardo la protesta di Roma, e vedo un pozzo nero, avvelenato da un passato di sangue pesto, odio, rancore irrisolto, malanimo infinito. Succede adesso, ma é successo talmente tante volte, nello stesso modo, che sembra un momento fermo nel tempo. Piazza Cappucci a Roma una volta si chiamava San Giovanni. Erano poche persone con il volto coperto, ma non hanno solo distrutto una piazza e ucciso una manifestazione popolare di grandissimo respiro. Hanno calato un velo nero su un sogno civile, lasciando vedere solo le sagome di autorità non messe in condizione di proteggere i cittadini mentre questi manifestano la loro esistenza in questo momento storico che ricorderemo fondamentale e bellissimo.

Tra piazza Zuccotti e piazza Cappucci la distanza non é solo geografica. C’é un divario storico che appare incolmabile, nell’impotenza di procedere per chi chiede un altro mondo e un altro tempo, qui dove il mondo si deve vedere solo da lontano e il tempo non deve passare.

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Italia per sempre?

13th ottobre 2011, (2 Comments)

Buongiorno Italia. Anzi, Italia per sempre!
Come qualcuno avrà appreso leggendo L’Espresso, il nome della nuova lista con cui Berlusconi si presenterà alle prossime elezioni in primavera dovrebbe essere Italia per sempre.  E chi segue il blog di Alessandro Gilioli avrà anche aggiunto a questa informazione che il dominio web italiapersempre.it mi appartiene. E così è.

Dall’aver potuto conoscere il nome della nuova lista in tempo reale grazie a internet fino a registrarne il dominio prima che lo facesse il Pdl, sono passati non più di sei minuti, tra ricerca, selezione e pagamento. Per di più italiapersempre è un nome non particolarmente originale e quindi assolutamente appetibile per chi frequenta la Piazza Affari dei nomi di dominio, ottimo anche solo per essere parcheggiato, senza ospitare contenuti, con annunci pubblicitari a bassa rendita. Se non l’avessi preso io l’avrebbe preso chiunque altro, un secondo dopo.

Ma il punto è che  l’acquisto di questo dominio non é stata un’azione di cosiddetto cybersquatting, comunissima pratica di scippo del nome sul web, e non ha nemmeno finalità commerciali. Prendere italiapersempre.it é un semplice atto civile, che forse può servire da indicatore della distanza siderale tra il Palazzo e la Società. Anche in Italia, la Rete è una risorsa civile non più sottovalutabile o trascurabile. E’ l’essere digitale dei cittadini, e ne dimostra continuamente la presenza, le possibilità e la voglia di partecipazione democratica.
Lo si é visto con il crash del sito dell’Istat al giorno uno del primo Censimento digitale italiano. Anche da noi, a dispetto degli investimenti a livello ground zero, la Rete é ormai considerata un’infrastruttura civile di base, gli italiani la usano al pieno delle potenzialità, e vogliono usarla sempre di piú. Per comunicare, divertirsi, organizzare, condividere, riunirsi, esserci e vivere l’oggi. Qualcuno addirittura per fare cybersquatting. E tutto questo mentre spariscono ancora una volta i fondi per la banda larga.

Ogni parola pubblica é oggi uno strumento piú potente e risonante di ieri, sia pronunciata dall’alto che dal basso. E forse quindi un piccolo atto civile puó forse servire a evidenziare come un qualunque cittadino oggi possa avere un altro passo rispetto alle amministrazioni.  A richiamare un po’ di attenzione su come un paese, che nonostante tutto evolve, abbia bisogno di risposte piú pronte e maggiore attenzione alla globalità. E al riequilibrio delle forze che internet porta con sé come categoria primaria di un pensiero se non nuovo, almeno contemporaneo. Sarebbe bello avere un’Italia per sempre aperta e attenta alla società, alle opportunità, ai cambiamenti, al presente di un mondo che realizza l’oggi per definire un domani.

NB. Naturalmente, il dominio italiapersempre.it é a completa disposizione. Se il premier ritiene di averne bisogno, non ci sarà alcuna difficoltà nella cessione, fatti salvi i tempi tecnici del trasferimento.

 

 

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Mariastella Neutrini!

26th settembre 2011, (0 Comments)

Mariastella Neutrini | Toniutti

La canzoncina sul comunicato del ministro, realizzata per Repubblica,  ha incontrato l’inatteso favore del web, così è parsa cosa sensata renderla disponibile per l’ausculto e il download su Bandcamp. Grazie a tutti per le parole e avanti, verso la fine del tunnel!

Mariastella Neutrini | Toniutti

 

 

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Un altro paese

22nd settembre 2011, (0 Comments)

Quello che i vari gestori del potere non stanno capendo o meglio non vogliono capire, è che questo è un altro paese rispetto a quello che era solo qualche anno fa. Come era un altro paese quello che ha esiliato Craxi e quello che ha fatto salire berlusconi nel 1994. Era già un altro paese, quello che ancora prima ha buttato il sangue nelle fabbriche e negli scontri di sangue. Altri paesi nati dalle spinte sociali interne ed esterne che nel decennio, nel quindicennio e nel ventennio precedente vevano fecondato e modificato le terre che li ospitavano. La Storia si fa lo stesso, anche mentre le generazioni del passato guardano il futuro con gli occhi del presente. E mentre qualcuno pensava di capire il Paese che aveva sotto il sedere, in realtà faceva i conti con la sua personale idea e non con la realtà. E la realtà era un altro paese che stava crescendo sopra quello degli anni precedenti.

Così mentre si pensa che questo sia ancora un paese a predominanza Grande Fratello, televisioni, imbonimenti, l’Italia è già un altro paese. Nel momento specifico, è un paese che sta preparando, in questi giorni, la sua prima vera rivolta sociale contemporanea. Qualcuno lo sa, e avvisa per frenare. Ma nessuno può dire adesso cosa saprà fare un altro paese. Che vive in un mondo in cui nonostante tutto, i confini dell’etere sono superati. E che non può impedire ai suoi fiori di sbocciare, e i fiori sbocciano anche rompendo il muro. Soprattutto se il muro è vecchio e instabile e non regge più il tempo, perché non appartiene a questo tempo.

 

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