Questo è un ringraziametone per tutti quelli che hanno ascoltato ma che soprattutto molto venalmente spaccato il porcello per sostenere economicamente “La città vicino alla luna”. Ovviamente quelli delle vendite sono numeri piccoli in assoluto, ma è stupefacente come un album realizzato fuori da un contesto industriale e quindi senza strutture classiche a produrlo e sorreggerlo, vada avanti (in crescita) dal giorno dell’uscita. Ci sono giorni di flessione, alternati a periodi di download costante, il che convince sempre più a mantenere almeno questo progetto totalmente nel dominio del cosiddetto “2.0”, anche se qualche interesse esterno c’è stato (ma niente di che, a conferma dell’incompatibilità dei piani spaziotemporali). E per chi vuole saperlo no, nessuno finora ha sganciato i novecentonovantanove euro!