Notiziona: Stefano Quintarelli non sarà il presidente dell’AgCom.  Definire il perché è un esercizio retorico.

Ciò che non si capisce sono quelli che ci credevano davvero, tanto ci si chiede addirittura se abbiano finto di crederci o se la sospensione volontaria dell’incredulità sia uscita dai cinema per attecchire nella realtà. Si stupiscono della mano lunga dei partiti. Meravigliati da come non sia stata scelta una “figura di riconosciuta professionalità”. Ma guarda che cosa ti combinano i difensori del merito e della democrazia, storicamente pronti a inserire in posizioni di potere qualcuno che non sia a loro contiguo ma adatto al ruolo. E invece no! Pensa tu. Le proposte  della società civile e le scelte della politica continuano curiosamente a non corrispondere.  Quintarelli era perfetto, si dice. Ma la perfezione serve all’arte per produrre l’arte, non all’autorità per produrre autorevolezza. Ma poi ci sarebbe altro.

Questo scandalo imprevedibile accade in un momento politico in cui il Presidente degli Stati Uniti sta dicendo ai paesi europei che sono delle pippe. E che se non conta nemmeno più la Merkel figurati quanto contano i partiti italiani, che tentano ovviamente di afferrare tutto il possibile prima di non essere più in condizione di farlo.